Adozione internazionale: come funziona, quanto dura, quanto costa

09/26/2026Fulvio Calvano
a family standing in a field at sunset

Nel 2025 sono stati 664 i minori stranieri adottati da famiglie italiane, con un tempo medio di quasi 29 mesi tra il conferimento dell'incarico all'ente e l'autorizzazione all'ingresso in Italia del minore. Numeri che danno la misura concreta di un percorso lungo e complesso, ma anche strutturato con precisione dalla legge. Vediamo come funziona davvero, passo dopo passo.

Questo articolo si concentra specificamente sull'adozione internazionale. Per una panoramica su tutte le tipologie previste dalla legge italiana leggi il nostro articolo generale sull'adozione, oppure approfondisci il percorso specifico dell'adozione nazionale dei minori.

Il quadro normativo di riferimento

L'adozione internazionale è disciplinata dalla Legge 184/1983, come modificata dalla Legge 476/1998, che ha adeguato l'ordinamento italiano alla Convenzione dell'Aia del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale. Prima di questa riforma, le famiglie potevano gestire la procedura anche in autonomia, in una sorta di "fai da te"; oggi non è più possibile.

I requisiti: identici a quelli dell'adozione nazionale

Per accedere all'adozione internazionale servono gli stessi requisiti soggettivi previsti per l'adozione nazionale: coppie unite in matrimonio da almeno 3 anni (o con convivenza stabile precedente equivalente), senza separazioni negli ultimi 3 anni, con un divario di età rispetto al minore compreso tra i 18 e i 45 anni.

Le fasi della procedura, una per una

1. L'indagine dei servizi territoriali

Il percorso inizia con un'indagine condotta dai servizi degli Enti locali, che hanno il compito di conoscere la coppia e valutarne le potenzialità genitoriali — raccogliendo informazioni sulla storia personale, familiare e sociale dei richiedenti. Al termine, viene redatta una relazione inviata al Tribunale per i Minorenni.

2. Il decreto di idoneità

Sulla base della relazione, il tribunale valuta la coppia e, se sussistono le condizioni, rilascia il decreto di idoneità all'adozione internazionale — il documento che attesta la capacità genitoriale della coppia e apre la strada alla fase successiva.

3. La scelta dell'Ente autorizzato

Qui si trova uno degli aspetti più caratteristici dell'adozione internazionale rispetto a quella nazionale: entro un anno dal rilascio del decreto di idoneità, la coppia deve necessariamente rivolgersi a uno degli Enti autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) — il loro intervento è obbligatorio per legge, non facoltativo.

Come scegliere l'ente: ogni ente lavora in rete con uno o più Paesi specifici, quindi la scelta dell'ente comporta, di fatto, anche la scelta (o la conferma) del Paese di origine del futuro figlio. Vale la pena informarsi sulle metodologie di ciascun ente, sui Paesi in cui opera e sui relativi costi prima di conferire l'incarico.

4. La procedura nel Paese di origine

L'ente autorizzato compie tutti gli atti necessari presso le autorità competenti del Paese estero indicato, ricevendo informazioni sanitarie e personali sul minore individuato, fino alla proposta di incontro tra la coppia e il bambino. Se gli incontri si concludono positivamente, la coppia deve prestare il proprio consenso scritto all'adozione, e l'autorità giudiziaria straniera emette il relativo provvedimento.

5. Il controllo della Commissione per le Adozioni Internazionali

L'ente trasmette tutta la documentazione alla CAI, che verifica la correttezza formale e sostanziale della procedura e accerta la conformità alle disposizioni della Convenzione dell'Aia. Solo dopo questa verifica, la Commissione autorizza l'ingresso e la permanenza del minore in Italia.

6. L'ingresso in Italia e la trascrizione dell'adozione

Una volta ottenuta l'autorizzazione, viene rilasciato il visto d'ingresso, il minore arriva in Italia e, trascorso l'eventuale periodo di affidamento preadottivo, il Tribunale per i Minorenni dispone la trascrizione del provvedimento di adozione — l'atto che conclude formalmente l'intero percorso.

Quanto dura, in concreto

Secondo i dati più recenti della Commissione per le Adozioni Internazionali, il tempo medio tra il conferimento dell'incarico all'ente e l'autorizzazione all'ingresso del minore in Italia è di circa 29 mesi — un dato che aiuta a impostare aspettative realistiche fin dall'inizio del percorso, ben oltre i tempi di attesa spesso immaginati.

Quanto costa

A differenza dell'adozione nazionale, che non comporta costi specifici di procedura, l'adozione internazionale ha costi significativi, legati a diverse voci: onorari dell'ente autorizzato, preparazione e traduzione della documentazione, legalizzazioni, viaggi e permanenza nel Paese straniero, oltre alle attività di accompagnamento post-adottivo. L'importo complessivo varia sensibilmente in base all'ente scelto e al Paese di origine del minore — non esiste una cifra standard valida per tutte le situazioni.

Le agevolazioni fiscali disponibili

Le spese sostenute per l'adozione internazionale sono deducibili al 50% dal reddito complessivo (Agenzia delle Entrate, risposta n. 85/E del 2019). A questo si aggiungono contributi diretti, aggiornati periodicamente dalla CAI:

  • 2.500 € per i nuclei familiari che hanno conferito l'incarico all'ente tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026

  • 1.000 € per chi ha partecipato e concluso, nello stesso periodo di riferimento, il percorso formativo post-mandato

  • 3.500 € per chi ha adottato all'estero minori con bisogni speciali, con ingresso in Italia autorizzato tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026

Il ruolo di supporto della CAI dopo l'affidamento

Un aspetto spesso poco conosciuto: la Commissione per le Adozioni Internazionali non si limita a controllare la procedura, ma offre anche un servizio di informazione e consulenza (la cosiddetta "Linea CAI") su ogni aspetto del percorso adottivo — dall'iter con gli enti autorizzati, ai Paesi di origine, fino alla delicata fase post-adottiva, quando il minore è già entrato a far parte della nuova famiglia.

In sintesi: le fasi del percorso

  1. Indagine dei servizi territoriali

  2. Decreto di idoneità del Tribunale per i Minorenni

  3. Conferimento dell'incarico a un Ente autorizzato, entro 1 anno dal decreto

  4. Procedura nel Paese di origine, fino alla proposta di incontro e al consenso scritto della coppia

  5. Verifica e autorizzazione della Commissione per le Adozioni Internazionali

  6. Ingresso in Italia e trascrizione definitiva del provvedimento

Perché farsi assistere nella valutazione della propria situazione

Orientarsi tra i requisiti, la scelta dell'ente autorizzato più adatto, le implicazioni fiscali e le diverse fasi di un percorso lungo e articolato come quello dell'adozione internazionale richiede una comprensione chiara della normativa applicabile. Un parere mirato sulla propria situazione specifica può aiutare a impostare il percorso con maggiore consapevolezza fin dai primi passi.

Questo articolo ha finalità puramente informativa e non sostituisce una consulenza personalizzata. Se hai bisogno di un parere sulla tua situazione specifica in materia di adozione internazionale, scopri il nostro servizio dedicato o contattaci per ricevere un preventivo senza impegno.